Articoli marcati con tag ‘treno’
succede in treno 4
Scusi, disturbo? mi potrebbe cancellare una telefonata dal cellulare?
ehm, certo signora, si figuri
cancelli la telefonata di oggi alle 9, un cellulare.
un attimo, vediamo la rubrica. fausto casa?
no, casa no, era un cellulare
elisabetta?
no, la conosco, no, era un numero nuovo
vediamo vediamo ecco alle 8.50 ce n’è uno
ecco sì quell’ora lì
cancello?
sì grazie, gentilissimo
ci vuole poco a soddisfare una vecchietta
succede in treno 4
passeggero (figo) A – No guardi, non ho preso su l’abbonamento, o forse è caduto mentre correvo per prendere il treno che già avevo perso quello delle 7.28, stamattina guardi..
passeggero (figa alternativa) B – ma guardi va al liceo, ce l’ha, prende il treno tutti i giorni
controllore – Vabbè, mi dia un documento che segno le sue generalità e domani mi mostra l’abbonamento
passeggero A – eehm, ecco non ce l’ ho, no guardi non c’è niente nel portafogli
controllore – Come non ha i documenti? Ma lei è minorenne?
passeggero A – no, ho 21 anni [ma non andava al liceo??!?]
controllore – Ma lo sa che è obbligato ad avere i documenti dietro? Io come la identifico? dovrei chiamare la polizia ferroviaria, cerchi meglio và, guardi in tasca almeno!
passeggero A – sì, no, niente
controllore- Allora via, mi segni i suoi dati, e badi a scriverli giusti che lei è maggiorenne e vale come autocertificazione legale.
(quando il controllore se ne va) passeggero B – dì la verità, non ce l’hai l’abbonamento, ti conosco
passeggero A – macchè, sono 4 anni che faccio il biglietto, ci manca anche la multa!
Ora, io non voglio dire nulla sul fatto che a quanto pare abbonamento e documenti siano sbalzati fuori dal portafogli mentre faceva le scale, e neanche che l’amica visto lo stato di disfacimento l’abbia voluto aiutare, ma insomma figlio mio a 21 anni sei ancora in 4° liceo? Spero per te che fosse una balla.
succede in treno 3
Scendo dal treno e noto uno straniero seduto sulla panchina..da quand’è che c’è una panchina qui sul binario? vedi và la mia capacità di concentrazione, un acume e una vista da falco, proprio.
Vabbè mi giro, mi incammino lungo il binario, quando alle mie spalle qualcuno urla “gatteo a mare” con una intonazione cantilenata, diciamo più un “Gatteeoo a maareee”. Un “coocco bello” sul finale non ci starebbe stato male.
Penso istintivamente al marocchino di prima che impazzito sia scattato in piedi, mano sul petto, in una sorta di slancio patriottico e mi giro con gli occhi a palla: non era lui ovviamente, ancora stravaccato, appiccicato lungo sulla panchina.
Era il capotreno, che penzolava dalla cabina del conducente con una mano alla bocca a mò di microfono.
Assicuratosi con questo annuncio che nessuno sia sceso per sbaglio in una così misera stazione, ha sventolato la bandierina e via.

Beh, penso, era anche abbastanza intonato, anche se la sorpresa del richiamo sospeso a mezz’aria ha congelato l’effetto romantico del richiamo al tramonto. Ho sentito muezzin peggiori intonare i loro inviti.
Ma ognuno ha il muezzin che si merita, io ho quello del pendolare.
biglietti cercasi
Il portafogli è vuoto, cavolo, dovevo far bancomat. Se sono veloce ce la faccio, è presto per il treno.
Però se il bancomat funzionasse sarebbe meglio, che non stare qui sotto la pioggia a tentare a vuoto. Così mi tocca salire in macchina, riparcheggiare vicino a un altro bancomat e ribagnarmi i pantaloni per prelevare.
Il treno non è ancora arrivato ma manca poco, c’è gente che va sul binario. Accidenti, la macchinetta non accetta le banconote!
Corro al bar di fronte, disturbo il barista ma i biglietti li ha finiti,grrr.
Il treno sta parcheggiando, lo prendo al volo, stravolta, e cerco il controllore.
“dovevo mph fare mph il biglietto mph ma la macchinetta anf non andava anf e il bar neanche mph anf anf”
si sieda e si calmi, certo, e il risultato è un pezzo di carta da 6,80 € anzichè 6,20 €, e chissà se me lo rimborsano vabbè.

Ma il peggio è stata l’agenzia di viaggi: sapendo per esperienza che è una rivendita autorizzata, al ritorno mi fermo lì. Ecco, appunto, una volta era una rivendita come un’altra, adesso ho dovuto lasciargli 1 eurino di commissione.
La prossima volta compro su internet, e sicuramente con la fortuna che ho mi cloneranno la carta
affloscio generale
Nei miei giri a Bologna cerco di ritrovare vecchi amici e colleghi. Li ho trovati tutti emaciati.
Già ritrovarli è stato un successo, si sa mai che abbiano mollato e deciso di tornare a casa da mammà, e un pò d’invecchiamento ci sta col passare del tempo, ma nel giro di 1-2 anni? Ma soprattutto mi sembrano tutti deperiti, afflosciati nell’animo e fuori.
Il laboratorio della tesi non me lo ricordavo così piccolo e nero e deserto, l’associazione senza fondi rischia di lavorare senza soldi e poi crollare, le amiche figliano e l’umore va giù, a picco come lo stipendio. A paragone mi sento florida come non mai, entusiasta della vita e fortunata.
Anche se…avete presente quando vai a trovare qualcuno all’ospedale o all’ospizio, e lì per lì ti senti pimpante pieno di vita, e poi quando torni a casa ti rimane addosso quella sensazione appiccicaticcia di malattia, che quasi quasi un doloretto lo senti pure te?
Così, proprio così, mentre rimuginavo in treno mi sono resa conto di aver appena comprato 5 paia di calzetti neri, io che di solito li ho fucsia a righe gialle o qualcosa di simile. Ma devo uniformarmi un pò, ho una certa età, ti pare bello avere i pantaloni grigi e i calzetti arancioni? Mi è sembrato l’inizio della fine.
In effetti ultimamente sono un pò stressata, la vacanza è stata carina ma per rilassarmi davvero dovrei stare 2 giorni da sola, a leggere, dormire, fare vasche da bagno e andare al cinema. La birra con gli amici e una bambina a cui pensare sarà carino, ma non rilassante. Mica colpa del passerotto, intendiamoci, è stata bravissima, è colpa mia che penso di dover essere sempre organizzata, avere la quantità giusta di pannolini, il bavaglino, il cambio, i giochi, oddio avrà mangiato abbastanza, è stanca non vedi che è noiosa bisogna andare…
Se continuo così non ne esco, se poi faccio la dieta e dimagrisco pure io non è mi si assotiglia l’anima? Già così il marito mi sopporta poco!
Per stare sul sicuro oggi mi porto al lavoro le polpette della mamma, tiè.
succede in treno 2
Scusi l’ho svegliata?
Mi dica che ha l’abbomento, dica di sì e me ne vado
-controllore-
succede in treno 1
Ah ciao Sara, sì, il ferro da stiro è sulla finestra, ricordati di chiudere la porta per il gatto, ciao amore.
il ferro da stiro è sulla finestra??!?
pronto per accoppare il vicino maledetto quando esce di casa?
o doveva mettere il gatto fuori e si è sbagliata?

modificazioni binariali
Il binario è nuovo e di lusso, pavimentato, con un lampione alto e bianco giù in fondo.
Quando scendo dal treno alla sera, e la sera arriva presto d’inverno, mi ritrovo senpre in fondo al binario, lontano dalla pensilina e dalle scale che mi portano a casa.
Trovare fisso un altro treno sul binario a fianco fa sembrare questo binario un corridoio, un salotto infinito arredato di persone e desolazione, e me ovviamente che sono lì schiacciata e protetta fra i 2 treni.

E quando i treni partono, in direzioni opposte, e io mi trovo in mezzo in mezzo alla nebbia ad apprezzare la distorsione di questo canale illuminato dal famoso lampione laggiù, mi sento in una scena surreale di Fellini.
