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concerto

Pieno di bei concerti qui, anche gratis! , ma non ci vengo mai. Nomi stranieri che non conosco, troppo sonno, impegni che si sovrappongono.

Stasera però c’è un gruppo che conosco, gli ex, ci ho anche un disco pensa. Ho deciso di infischiarmene del sonno avanzato e sono partita, avvolta dal disappunto del passerotto.

L’impressione è che non ci sia nessuno, e che nessuno verrà. 15 min dopo l’inizio previsto e siamo solo in 15, compreso il gruppo e lo staff.

Età media la mia, tant’è che la donna di fronte a me parla dettagliatamente della sua gravidanza e di rapporti affettivi stabili. Una birra grazie, che se volevo parlare di bambini restavo a casa.

C’è anche uno che conoscerei, potrei spiegargli chi sono e attaccargli una pezza. Toh ha anche organizzato questo concerto e sta parlando col gruppo ne potrei approffittare, ma ci vuole energia e faccia tosta.

Invece io sono qui seduta fuori, nella mia salopette e con la birra in mano, e continuo a chiedermi cosa ci sto a fare qui quando a casa ho una figlia che mi cerca per andare a letto.

Speravo di arrivare a concerto iniziato, sentirmi 2-3 canzoni, fare un bagno di giovani su di giri e tornare a casa carica e ritemprata. Invece sembra una amabile cenetta fra amici di una certa età.

Quando li sento discutere che sì, magari fra un quarto d’ora potrebbero cominciare decido di lasciare con disinvoltura l’aia e tornare a casa da mia figlia.

Altro che birra, titta e letto.

e io canto

Accidenti ho tolto il cd che ascolto in macchina da non so più quanti mesi. E mi tocca andare al lavoro in macchina..

Andata: Apocalyptica, ovvero i metallica versione quartetto di violoncelli. Un filo malinconico, ma tanto piove.

Ritorno: Carmen Consoli live. Sono affamata e mi distraggo cantando a squarciagola.

“E non sono per niente stanca..” canto con lei, ma sbadigliando.

giacomo cuticchio ensemble

Bello, bello, bello.

Non mi vengono altre parole, anzi sì: immaginifico, emozionante, energico, fantasioso, commovente e potrei continuare a lungo.

Mi sono immaginata la musica, ho visto con gli occhi della mente le cavalcate, le pause solitarie in riva all’acqua, l’innamoramento e il galoppo lontano dal pericolo.

Mi sono sgorgate lacrime, ho detto Oooh, ho ballato a tempo di tacco, mi sono eccitata con un violoncello appassionato e mi sono venuti i brividi.

Sfido io Ramazzotti, Fabri Fibra o Shakira  (tanto per sparare nomi a caso) a fare altrettanto.

Eccone qua un pezzetto: giacomo cuticchio ensemble