Articoli marcati con tag ‘emozioni’

disco anni ’2

Solo Viola può scambiare la pizzeria al taglio da gigi, in chiusura e con la musica un pò alta, per una discoteca.

Musica anni ’80 da ballare, e lei balla in effetti, e vuol venire in braccio per saltare insieme.

Un amico che non si vedeva da tempo si è affacciato a salutare, e mi ha fatto uno dei migliori complimenti mai ricevuti:

si vede che le hai trasmesso la tua voglia di vivere.

Mia figlia è felice ed è merito mio. wow.

sfaccettature

Se ti dicessi che l’opinione che hanno gli altri di te è molto diversa da quella che hai tu di te stesso, che diresti?

Se sei uno molto sicuro di te, te ne freghi; se sei insicuro e ti interessi dell’immagine che hai, rosichi all’idea che qualcuno ti possa considerare uno sfigato.

Ma la domanda vera è: chi ha ragione? la maggioranza che coglie la superficie o tu che ti conosci da dentro? Anche a me dicono che ho questa faccina dolce e sensibile, da donnina innamorata dell’amore, eppure mi sembra di riuscire e pure bene anche ad essere stronza e decisa e con una testa maschile capitata in un corpo da donna per caso. Chi ha ragione?

Bah, forse tutti, si dovrebbe calcolare la percentuale di probabilità di ogni faccia che mostriamo.

Perchè non venitemi a dire che voi siete monolitici, che non vi capita di essere d’accordo su tutto ma anche sul contrario di tutto.

In alcuni casi è l’ipocrisia o la buona educazione che ti fa accennare un sorriso tirato di fronte a qualche cazzata, a volte è interesse personale che ti fa apparire un voltagabbana, ma a volte è semplicemente che sei cresciuto, hai conosciuto gente nuova, e  sei finito per vedere aspetti nuovi della stessa faccenda.

A parte questo tuttavia, anche senza voler considerare l’interazione col mondo che ci circonda, io posso avere facce diverse, e presumo anche gli altri, semplicemente perchè per creare un carattere unico servono tanti ingredienti diversi  in concentrazioni diverse.

Ad esempio, ho scoperto che per fare una vernice grigia non si usano solo bianco e nero, ma spesso anche giallo e blu per ottenere sfumature diverse e un colore meno piatto; anche un colore stupido come il grigio ha delle variabili che vedi solo molto da vicino.

Così le persone hanno una componente fondamentale, che identifica di che colore sono, e tante sfaccettatture che vedi solo se approfondisci la conoscenza, sfaccettature che concorrono a formare una specifica tonalità, e che fanno sì che quella persona a volte si comporti da timida e a volte sembri assolutamente sicura di sè.

Capire una persona è difficile perchè dovresti riconoscere com’è composta,in che percentuale possiede ogni caratteristica; un pò come il critico gastronomico che vuole capire tutti gli ingredienti usati dal cuoco ed è in grado di capire che la sua torta di mele è più buona di quella del ristorante affianco perchè non ci ha messo solo la cannella bensì una miscela di cannella al 75% e cardamomo al 15%, toh.

Io posso essere sensibile e cinica insieme, mi faccio le paranoie a chiamare sorda una ragazza che ha qualche problema di udito e poi magari dò tranquillamente dello stronzo a un’amico con cui so di poter parlare liberamente. Mi conosco, tuttavia non saprei dare una ricetta dettagliata di me stessa: quando guardo troppo da vicino le sfumature perdo il senso di vista generale e mi si imbarbagliano gli occhi.

Così anche se le persone generalmente le capisco, quando mi capita di incontrare persone di cui voglio a tutti i costi approfondire la conoscenza va a finire che mi perdo nei dettagli e perdo tempo a sfruculiare il senso di una frase detta da qualcuno che non so neanche più se ammiro o schifo.

Per fortuna c’è l’istinto a cui mi affido quando la ragione va in tilt. L’istinto è semplice: ti viene da sorridere, il cuore saltella, ti farebbe piacere uscire a cena insieme? quella persona per qualche motivo inspiegabile ti sta simpatica, punto. L’istinto non dà etichette, non ti dice se sarà l’amica del cuore o il tuo nuovo amore, l’istinto lavora in sistema binario, sì o no, sensazione positiva o voglia di scappare.

Perciò a volte invidio Viola, che una ragione forte non ce l’ha ma l’istinto sì, e se le gira prende la mano a un bambino ed ecco sono amici. C’est plus facile!

vergogna prometeica

Sul treno leggo, o meglio cerco di leggere per amore di Uca, questo libro di filosofia assurdo in cui vuole convincerci dell’esistenza della vergogna prometeica.

Ora, io ancora sto cercando di capirci qualcosa, ma più o meno sto tizio afferma di essersi accorto che talvolta l’uomo si vergogna di fronte alla magnificenza di oggetti costruiti dall’uomo.

Il che è un pò assurdo, se un uomo l’ha fatto vorrà dire che l’uomo è superiore alla macchina, no? Ovviamente il tizio ha risposto ribaltando la questione, dicendo più o meno che invece il fatto stesso che l’oggetto sia costruito è esattamente il motivo per cui il vergognoso gli appioppa tanta superiorità.

Se tu, caro il mio oggetto, sei stato costruito ad hoc significa che qualcuno ti ha voluto esattamente così, sei stato creato per avere quelle caratteristiche e non puoi sbagliare, funzioni esattamente come dovresti. [Chi ha a che fare coi computer tutti i giorni potrebbe non essere d'accordo su questa perfetta funzionalità, ma insomma stiamo parlando di manufatti di un certo livello, mica di un pc scassato.] Io uomo sono nato in maniera casuale, i miei genitori non hanno potuto scegliere le mie abilità ed io mi trovo a dover vivere come posso, senza avere il controllo della mia vita, spesso sbagliando e non per colpa mia, ma proprio per contratto: sono umano, ho dei limiti.

Non so voi, ma io all’inizio ho pensato che il tizio fosse matto come un cavallo. Poi ho conosciuto Yue che afferma di dormire 2-3 ore per notte, e anche di lui ho pensato che è strano forte. Infine ho fatto il resoconto della settimana: le cose fatte erano la metà di quelle da fare, cavoli ci vorrebbero giorni di 48 ore per riuscire a finire tutto. E lì è scattata l’invidia.

Ci ho anche provato a dormire poco ma non ci sono portata, mi viene il mal di stomaco, sul lavoro rendo meno, sono ancora più acida del solito. Posso farlo per brevi periodi e motivi validi, ma non è il mio stile di vita, che devo farci? evidentemente sono nata difettosa, con la tendenza a stare serena più che ad essere produttiva.  Allora mi sono resa conto con stupore di riconoscere in me stessa la vergogna prometeica di cui sopra.

Non sono abbastanza efficiente, ah se fossi un macchinario impostato per lavorare di continuo! Non ho abbastanza autocontrollo e cedo ai miei vizi, accidenti. Sono umana, terribilmente umana e imperfetta.

Il che finora mi è sempre andato bene e ne ero anche fiera, ora che sono entrata nel tunnel di mamma-con-due-lavori-che -vorrebbe-essere-perfetta  non mi accontento più. Però non vorrei finire come quelle mamme che si drogano per riuscire ad avere le energie per portare il terzo figlio a calcio!

Intanto, ieri non ho fatto nulla. Sono stata in relax col passerotto, a cui non pareva vero di avere mamma e papà insieme lì tutti per lei, senza computer o impegni casalinghi. Oggi chissà, devo perdere tempo a farmi bella per una mangiata delle donne in ritardo, mi sa che non si conclude niente. Il problema è che non so ancora se esserne soddisfatta o farmi venire l’ansia.

giacomo cuticchio ensemble

Bello, bello, bello.

Non mi vengono altre parole, anzi sì: immaginifico, emozionante, energico, fantasioso, commovente e potrei continuare a lungo.

Mi sono immaginata la musica, ho visto con gli occhi della mente le cavalcate, le pause solitarie in riva all’acqua, l’innamoramento e il galoppo lontano dal pericolo.

Mi sono sgorgate lacrime, ho detto Oooh, ho ballato a tempo di tacco, mi sono eccitata con un violoncello appassionato e mi sono venuti i brividi.

Sfido io Ramazzotti, Fabri Fibra o Shakira  (tanto per sparare nomi a caso) a fare altrettanto.

Eccone qua un pezzetto: giacomo cuticchio ensemble

i figli dell’amore eterno

Tv accesa su vecchi sketch della  Rai, c’è Verdone con i personaggi più storici: il frikkettone seguace di qualche religione/setta attorniato dal romano beota che guarda in su e lo sburone coi basettoni che si gratta il pacco. Un sacco bello, praticamente, ma in versione short.

La cosa che più mi ha impressionato è che il frikkettone seguace de “i figli dell’amore eterno” diceva cose che direi anch’io, che ho pensato l’altro giorno,  e non mi faceva ridere. Se non avessi visto i gesti lievemente esasperati  che lo rendevano buffo ma ascoltato solo l’audio avrei pensato a qualcosa di serio.

Forse la mia versione dell’amore cristiano è un pò troppo hippie..

se non ora, quando?

Sono una donna normale, più o meno, con molta fantasia.  Riesco a trovare qualcosa in comune con persone diverse, sia con la collega decisa e dinamica che con quella  dolce con gli occhi che brillano, sia con la tipica mamma italiana che con l’atipico single cinese.

Parlando con un amico di ragazze, mai abbastanza ricche per lui, siamo finiti a programmare una serata al night, e mi sono trattenuta dal domandare fino a che livello di perversione può arrivare ( così posso immaginarne di ogni). In buona grazia ho deciso di apprezzare il suo stile di vita metropolitano, e invece di classificarlo come il solito studente che si ammazza di seghe davanti a un porno gli ho voluto concedere un po’ più di stile, forse per via dell’ironia e della tranquillità con cui parla di sesso.

Poi sono andata alla manifestazione, se non ora, quando?, e mi sono sentita in colpa.  E le povere ragazze del night, magari sfruttate? E le tante ragazze normali che conosco snobbate perché mai abbastanza belle e ricche, anche se con un cervello? E la collega alle prese con un vecchio marpione che la incalza sul treno, solo perché bella e giovane? A me queste cose non sono capitate, ma ho evitato con cura di essere bella e appetibile in questi anni, e mi sono tenuta stretta il mio uomo.

La mia vita è talmente piena d’amore, ancorata agli altri da radici antiche, che non mi sono resa conto subito del vuoto consumistico dietro alle parole del mio amico, ed ora non mi resta che sperare che ci fosse dentro molta ironia. Ora sono imbarazzata perché mi sono resa conto che quel filo di violenza e mercificazione nel sesso che può regalare un brivido in più ai giochi di una persona complessivamente matura si può trasformare in un cappio che tiene un giovane lontano da relazioni profonde. Non lo so se lui è in grado di apprezzare la pienezza della mia vita, e con pienezza non intendo dire impegnata.

Perciò eccola la mia vita di donna, tanto per ribadire cos’è una donna: un mulo che si sobbarca le fatiche degli altri per amore.

Parlando solo di oggi:

Sono andata a letto alle 4 dopo aver sistemato cose per lavoro, spulciato nella mail, steso i panni e messo su una lavastoviglie. Viola mi ha svegliato alle 9, colazione insieme e poi ho pulito 2 orette, chè domani mi viene gente in casa. Volevo continuare ad oltranza ma la mamma mi ha intimato di andare da lei a mangiare. Così dopo aver lottato con una Viola-anguilla che non si vuole cambiare per andare a dormire, sono andata con mammà alla manifestazione, un’oretta appena rallegrata da un gelato, e poi siamo tornate insieme a casa a pulire altre 3 ore…che in totale fa 8 ore di lavoro/uomo, anzi lavoro/donna, per pulire una casa, senza contare altri panni da stendere e pannolini da preparare che sono rimasti in sospeso per la sera. Quindi scusa dolce maritino se rispondo un po’ acida quando mi molli subito lì con Viola senza darmi il tempo di mangiare in pace, ma oggi ho pulito più di quanto abbia dormito, e nel pulire era compreso anche sistemare il tuo armadio in cui hai appallottolato insieme maglie e pantaloni, sporchi e puliti, miei e tuoi, eppure mi sembravi un Uomo e un Uomo dovrebbe essere in grado di domare un armadio.

Quando mi han detto che il passerotto era femmina non ero entusiasta: non sono convinta che nascere femmina sia un vantaggio. Lo è se vuoi, se vendi il tuo corpo, ma se vuoi vivere onestamente ti devi fare un mazzo tanto per trovare e mantenere un lavoro che contempli una famiglia, e una famiglia (leggi marito) che contempli un lavoro (leggi aiutare). Eppure non dovrebbe essere così, non si dovrebbe dover scegliere a tavolino cosa essere, se bella o intelligente.

L’unica cosa che mi consola di essere una donna in italia è non essere un donna cinese (ma mica solo lì, vabbè) in quella regione in cui per tradizione le donne lavorano e gli uomini no. Io sono qui a lottare per una parità completa, e vedere l’uomo mio che non solo non mi è intercambiabile ma mi sta in panciolle non lo sopporterei proprio.

Auguri figlia mia, spero tu possa essere fortunata, e rimboccati le maniche. Continua a fare come adesso, grida Viola quando ti fregano qualcosa, e continua a piegare gli altri al tuo volere con un sorriso, se ce la fai.

ammetto la disfatta

La mia intenzione era di scrivere tanti post a sfondo pedagogico in questo blog. Più in generale, di capirci qualcosa per essere una buona mamma, pugno di ferro in guanto di velluto.

Invece ho scoperto che i bambini mi terrorizzano. Oddio, una volta lo sapevo bene, ma prima di avere figli non conta. Adesso, con un tenero passerotto sotto gli occhi, i bambini sono tanti piccoli tesorucci,o almeno così pensavo.

Poi sono stata a casa dei nipotini, festa di compleanno con 10enni urlanti, e mi tenevo Viola ben vicina intimorita da quegli unni. E bada bene, il nipotino non è di norma una peste, è ben educato, è solo l’assemblamento di bambini maschi con pistola in mano che è deleterio.

Non riuscivo neanche a impormi, a fare il genitore, no così non si fa…ma è possibile che mi faccia impressione la violenza di sti bambini??

Di essere delicatina lo sapevo, non sopporto le armi neanche per finta, ma se un bambino di 9 anni mi riesce a sopraffarre così come faccio a reagire a un mondo violento?

Viola non crescere, rimani il cucciolo morbido e caldo che si adddormenta sulla mia pancia fra una ciucciatina e l’altra, non crescere ti prego.

si riparte!

Stanotte ho dormito 3 ore, anzi 1.5+1.5…sono arrivata a scuola zoppicante e infreddolita, e senza la capacità di mettere insieme 2 parole  per il verso, a quanto pare.

Però gli incontri mi gasano, le novità pure, e oggi nell’aria c’è aria di cambiamenti, facce che girano e nuvolette in sospeso.

Sono tornata a casa, e voilà: tutti i permessi sono in ordine, il negozio riapre.

All’improvviso, prima del previsto, un pò alla sprovvista. Però quanto sono carica adesso..

Questo capodanno cinese che mi sembrava una mezza bufala mi sta già più simpatico, bravo coniglietto porta belle novità e tanti soldini.

affloscio generale

Nei miei giri a Bologna cerco di ritrovare vecchi amici e colleghi. Li ho trovati tutti emaciati.

Già ritrovarli è stato un successo, si sa mai che abbiano mollato e deciso di tornare a casa da mammà,  e un pò d’invecchiamento ci sta col passare del tempo, ma nel giro di 1-2 anni? Ma soprattutto mi sembrano tutti deperiti, afflosciati nell’animo e fuori.

Il laboratorio della tesi non me lo ricordavo così piccolo e nero e deserto, l’associazione senza fondi rischia di lavorare senza soldi e poi crollare, le amiche figliano e l’umore va giù, a picco come lo stipendio. A paragone mi sento florida come non mai, entusiasta della vita e fortunata.

Anche se…avete presente quando vai a trovare qualcuno all’ospedale o all’ospizio, e lì per lì ti senti pimpante pieno di vita, e poi quando torni a casa ti rimane addosso quella sensazione appiccicaticcia di malattia, che quasi quasi un doloretto lo senti pure te?

Così, proprio così, mentre rimuginavo in treno mi sono resa conto di aver appena comprato 5 paia di calzetti neri, io che di solito li ho fucsia a righe gialle o qualcosa di simile. Ma devo uniformarmi un pò, ho una certa età, ti pare bello avere i pantaloni grigi e i calzetti arancioni? Mi è sembrato l’inizio della fine.

In effetti ultimamente sono un pò stressata, la vacanza è stata carina ma per rilassarmi davvero dovrei stare 2 giorni da sola, a leggere, dormire, fare vasche da bagno e andare al cinema. La birra con gli amici e una bambina a cui pensare sarà carino, ma non rilassante. Mica colpa del passerotto, intendiamoci, è stata bravissima, è colpa mia che penso di dover essere sempre organizzata, avere la quantità giusta di pannolini, il bavaglino, il cambio, i giochi, oddio avrà mangiato abbastanza, è stanca non vedi che è noiosa bisogna andare…

Se continuo così non ne esco, se poi faccio la dieta e dimagrisco pure io non è mi si assotiglia l’anima? Già così il marito mi sopporta poco!

Per stare sul sicuro oggi mi porto al lavoro le polpette della mamma, tiè.

modificazioni binariali

Il binario è nuovo e di lusso, pavimentato, con un lampione alto e bianco giù in fondo.

Quando scendo dal treno alla sera, e la sera arriva presto d’inverno, mi ritrovo senpre in fondo al binario, lontano dalla pensilina e dalle scale che mi portano a casa.

Trovare fisso un altro treno sul binario a fianco fa sembrare questo binario un corridoio, un salotto infinito arredato di persone e desolazione, e me ovviamente che sono lì schiacciata e protetta fra i 2 treni.

E quando i treni partono, in direzioni opposte, e io mi trovo in mezzo in mezzo alla nebbia ad apprezzare la distorsione di questo canale illuminato dal famoso lampione laggiù, mi sento in una scena surreale di Fellini.

felicità inappropriata

Mi rendo conto che gioire delle disgrazie altrui sia poco natalizio.

Ma se a morire è una brutta brutta persona, più che una disgrazia mi sembra una meritata punizione divina.

Non può essere tutto casuale: grazie a lui ogni Pasqua io associo la Passione di Cristo alla mia personale Passione, e la sua morte proprio a Natale rende ancora più festoso questo già lieto giorno.

Certo che a ripensarci di persone cattive è pieno il mondo, e non tutti hanno la punizione che si meritano, vabbè, io ghigno soddisfatta ed evito di pensare a chi invece non lo fa.

mare innevato

Uscire dal lavoro alle 18, trovare il treno in ritardo e la macchina in stazione sommersa di bianco da rimuovere, e riuscire ad arrivare a casa solo alle 21 non è proprio piacevole.

Ma visto che ormai il ritardo c’era, mi sono fermata al mare prima di riprendere la strada di casa ai 30 km/h. Mi sono sempre chiesta come fosse il confine fra la neve e il mare.

E in realtà continuo a chiedermelo, visto che alla battigia non ci sono arrivata: il mare mi faceva troppa paura.

Già il cielo era di un grigio plumbeo inquietante, con sfumature rossastre e acide, il mare sembrava aver acquistato vigore, mi sembrava di avere davanti un mare del nord, solcato da impavidi marinai lontani dalla famiglia e da Dio.

E siccome per arrivare in riva al mare dovevo costeggiare la foce del fiume, camminare quindi su una passerella tipo molo, col mare che rombava al mio fianco, non me la sono sentita.

Ogni volta che facevo un passo, arrivava un’onda cattiva che si rifrangeva pesantemente e mi spruzzava, ed io facevo un passo indietro.

Sono giunta alla conclusione che mare innevato= mare incazzato.

Quale sia il confine fra acqua solida (neve) ed acqua liquida (mare) me lo lascio come frontiera immaginaria .