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se non ora, quando?

Sono una donna normale, più o meno, con molta fantasia.  Riesco a trovare qualcosa in comune con persone diverse, sia con la collega decisa e dinamica che con quella  dolce con gli occhi che brillano, sia con la tipica mamma italiana che con l’atipico single cinese.

Parlando con un amico di ragazze, mai abbastanza ricche per lui, siamo finiti a programmare una serata al night, e mi sono trattenuta dal domandare fino a che livello di perversione può arrivare ( così posso immaginarne di ogni). In buona grazia ho deciso di apprezzare il suo stile di vita metropolitano, e invece di classificarlo come il solito studente che si ammazza di seghe davanti a un porno gli ho voluto concedere un po’ più di stile, forse per via dell’ironia e della tranquillità con cui parla di sesso.

Poi sono andata alla manifestazione, se non ora, quando?, e mi sono sentita in colpa.  E le povere ragazze del night, magari sfruttate? E le tante ragazze normali che conosco snobbate perché mai abbastanza belle e ricche, anche se con un cervello? E la collega alle prese con un vecchio marpione che la incalza sul treno, solo perché bella e giovane? A me queste cose non sono capitate, ma ho evitato con cura di essere bella e appetibile in questi anni, e mi sono tenuta stretta il mio uomo.

La mia vita è talmente piena d’amore, ancorata agli altri da radici antiche, che non mi sono resa conto subito del vuoto consumistico dietro alle parole del mio amico, ed ora non mi resta che sperare che ci fosse dentro molta ironia. Ora sono imbarazzata perché mi sono resa conto che quel filo di violenza e mercificazione nel sesso che può regalare un brivido in più ai giochi di una persona complessivamente matura si può trasformare in un cappio che tiene un giovane lontano da relazioni profonde. Non lo so se lui è in grado di apprezzare la pienezza della mia vita, e con pienezza non intendo dire impegnata.

Perciò eccola la mia vita di donna, tanto per ribadire cos’è una donna: un mulo che si sobbarca le fatiche degli altri per amore.

Parlando solo di oggi:

Sono andata a letto alle 4 dopo aver sistemato cose per lavoro, spulciato nella mail, steso i panni e messo su una lavastoviglie. Viola mi ha svegliato alle 9, colazione insieme e poi ho pulito 2 orette, chè domani mi viene gente in casa. Volevo continuare ad oltranza ma la mamma mi ha intimato di andare da lei a mangiare. Così dopo aver lottato con una Viola-anguilla che non si vuole cambiare per andare a dormire, sono andata con mammà alla manifestazione, un’oretta appena rallegrata da un gelato, e poi siamo tornate insieme a casa a pulire altre 3 ore…che in totale fa 8 ore di lavoro/uomo, anzi lavoro/donna, per pulire una casa, senza contare altri panni da stendere e pannolini da preparare che sono rimasti in sospeso per la sera. Quindi scusa dolce maritino se rispondo un po’ acida quando mi molli subito lì con Viola senza darmi il tempo di mangiare in pace, ma oggi ho pulito più di quanto abbia dormito, e nel pulire era compreso anche sistemare il tuo armadio in cui hai appallottolato insieme maglie e pantaloni, sporchi e puliti, miei e tuoi, eppure mi sembravi un Uomo e un Uomo dovrebbe essere in grado di domare un armadio.

Quando mi han detto che il passerotto era femmina non ero entusiasta: non sono convinta che nascere femmina sia un vantaggio. Lo è se vuoi, se vendi il tuo corpo, ma se vuoi vivere onestamente ti devi fare un mazzo tanto per trovare e mantenere un lavoro che contempli una famiglia, e una famiglia (leggi marito) che contempli un lavoro (leggi aiutare). Eppure non dovrebbe essere così, non si dovrebbe dover scegliere a tavolino cosa essere, se bella o intelligente.

L’unica cosa che mi consola di essere una donna in italia è non essere un donna cinese (ma mica solo lì, vabbè) in quella regione in cui per tradizione le donne lavorano e gli uomini no. Io sono qui a lottare per una parità completa, e vedere l’uomo mio che non solo non mi è intercambiabile ma mi sta in panciolle non lo sopporterei proprio.

Auguri figlia mia, spero tu possa essere fortunata, e rimboccati le maniche. Continua a fare come adesso, grida Viola quando ti fregano qualcosa, e continua a piegare gli altri al tuo volere con un sorriso, se ce la fai.

7.08

Vado a letto con Viola, di corsa passerotto che è tardi e non ne puoi più, e mi dimentico il cellulare-sveglia.

Vabbè, ormai ho la sveglia interna, mi devo alzare e quando so che devo fare dei lavori (utili, tipo pannolini e internet, chè gli altri li snobbo) mi sveglio a un’ora assurda magari, tipo le 3, così poi mi dico che è tardi e torno a letto, ma mi sveglio.

Le ultime parole famose: mi alzo finalmente in un momento in cui Viola non rantola più, e mi accorgo che sono le 7.08. Tardissimo!!

Ora, a qualcuno forse farà ridere definire le 7 tardi, alle mie colleghe di sicuro, ma io di solito mi alzo alle 5 o alle 6, e alle 7.14 ho il treno,per cui 7.08 significa treno perso, prendere il secondo treno che arriva un’ora dopo e tornare a un’orario improponibile la sera.

Accidenti, mi aspetta un’altra giornata infinita al lavoro