Archivio di luglio 2011

Urbino1

Tornata! Una settimana di lavoro fuori,dalle strade della Romagna atterrata a Urbino e rinchiusa in museo.

Il passerotto l’ha presa piuttosto bene, mai un pianto, ha giusto commentato “mamma birbona” quando ho rinviato di 1 giorni il rientro.

Io in compenso dormo tanto, sogno ancora di spostare la strumentazione, e ancora non mi sono abituata all’idea di essere in ferie.

carta artistica 2

Alla fine dell’esibizione, danno il via libera ai bambini.

Come molle si fiondano sulla carta rimasta appesa, e in poco tempo è un letto di cartaccia su cui rotolarsi e nascondersi.

Il più gasato è un giapponesino con la faccia da felicione e solo 4 ciuffi dritti in mezzo alla testa.

Una artista, immagino, in questo covo di strambaloni.

Ricopre di carta tutti ed è contento.

Viola anche.

Adesso capisco il bello della performance..

carta artistica 1

Uscite per disperazione calorosa, ci dirigiamo al laboratorio artistico dei cugini, un vernissage-finissage-perfomance non si nega a nessuno.

Dietro una tenda improvvisata con carta di giornale si odono lamenti artistici e urla di concentrazione soffocata.

Viola si affaccia, guarda un pò stupita una vecchia dal caschetto bianco gesticolare in aria e pestare i piedi e strappare tutta la carta appesa.

Bello, anche io!

mmh, amore, va te a capire come deve finire sta perfomance, magari è meglio lasciare stare eh? ci sediamo qui per terra scalze, guardiamo il cagnone e ci facciamo riprendere dall’artista.

In fin dei conti, la vecchia Raffaella non fa niente di diverso da Viola quando è stanca e fa i capricci, è bizzarro vederlo fare da lei ma tutto sommato familiare.

Viola che vuole interagire è più attraente dell’attrazione.

Concentrata a raggiungere la carta agognata con le manine tese e lo sguardo all’orizzonte, credo proprio che abbia migliorato la perfomance.

Ma d’altronde se quella è arte, non è la conferma che Viola in quanto bambino è un capolavoro?

muratori

L’ho visto coi miei occhi: muratore alle prese con un ponteggio tutto chiuso, vestito di tutto punto, con il casco regolamentare in testa e sotto il casco un cappellino, chè con la visiera non si rischia di farsi accecare dal sole e cadere.

Non credevo esistessero imprese di costruzioni veramente in regola, si vede che dovevo andare a Ravenna per vedere che la sicurezza sul lavoro è possibile, anche col caldo.

Sempre con i miei occhi però ho visto anche un gruppo di muratori autoctoni, ruspanti e di mezz’età, vagare a petto nudo su un ponteggio traballante.

Il capo chiama il collega che si affaccia dal ponteggio tutto aperto e si sporge per afferrare al volo un pezzo, un raccordo di un tubo?, che il capo gli tira da sotto.

Ah ecco, adesso mi sento di nuovo in Italia.

caldo e stress

Sono stati giorni di calore intenso, l’ultima volta che ho sentito così caldo ero incinta di Viola, e a ripensarci adesso forse i piedi non mi si erano gonfiati per Viola ma per il clima.

In queste mattine camminavo fino al lavoro e mi pareva di nuotare: l’aria era un mare caldo e denso, e mi pareva quasi di dover schivare goccioline di umidità e farmi spazio per andare avanti.

Tant’è che mi presentavo alle 8.30 con un gelato in mano, già bisognosa di rinfrescarmi.

Per non parlare dello sclero, col caldo le idee si fanno confuse e le persone permalose, e io di organizzarmi la vita comincio ad averne piene le palle.

Ieri sera sono andata a letto alle 21 e qualcosa, ma solo perchè prima è passato il cognato a portare un regalo a Viola; altrimenti avrei fatto come il mio passerotto: dalle 19 fino al mattino, 14 ore di sonno. Stanchine?

Adesso scrivo con le mani che puzzano di candeggina e mi guardo attorno disperata, senza sapere dove sono gli occhiali da sole, quelli da computer, i caricabatterie, il rossetto e Dio solo sa cos’altro mi ha nascosto questa casa, o meglio cosa io ho nascosto coprendolo di cianfrusaglie.

Hanno suonato il campanello, “c’è Bolo?”

No, veramente mio marito non c’è, e non mi chiedere dov’è perchè pensavo fosse con te.

Mi sa che c’è qualcun’altro che sta messo peggio di me.

pancia

La prima volta passi.

La seconda è il vestito.

Ma quando continuano a dire a Viola che è in arrivo un fratellino, e non è così, la situazione si fa nera.

mare

il mare stanca, ma mangiare in pineta con i nonni e tanti bimbi vicini eccita.

Niente riposino oggi pomeriggio, disturbate sul più bello dalle bolle di sapone delle amichette del tavolo accanto.

Bagnetto in mare anche al pomeriggio quindi, e al primo rosso sulle spalle si vola a casa.

Viola e il suo babbone, che son stati in spiaggia, sono crollati in macchina e hanno dormito ad oltranza, io baldanzosa ho continuato l’attività di oggi: studiare per il corso di primo soccorso e relax.

Però adesso è mezzanotte, Viola si è svegliata e mangia un crescione, e io ho perso la mia baldanza e mi sto abbioccando davanti al computer – _-

altra mamma

Viola trova un telefono incustidito, e ci si butta con la fretta di chi sa che gli verrà tolto a breve, ignorando che invece è un vecchio cellulare rotto.

- che fai amore, chiami?

- sì

- e chi chiami di bello?

- mamma

- chiami me? aspetta che rispondo

- no. altra mamma

- altra mamma?!? E quante mamme hai?

- due

- Ah. E chi sarebbe l’altra mamma?

- Babbo Uca!

Eccerto, come non pensarci subito?

vacanze

Mi sono ammalata.

Ho il raffreddore, e la tosse, e male alle ginocchie e sudo, ma questo solo perchè fa caldo.

Se ci aggiungiamo cellulari dimenticati,sciacquoni che non vanno, nonne che stanno male, riunioni su riunioni ecco che la settimana si fa faticosa, e ci ripenso.

Ripenso a noi 3 a faccia all’insù, a guardare quante stelle in più ci sono in questa notte buia.

Ripenso a Viola che salta nella tenda e poi è crollata pacifica.

E quando in treno non si trova posto, e alla stazione di Lido di Classe solitamente deserta salgono maree di ragazzi biondi, ci ripenso:

ripenso sorridente pure al mal di macchina, anche se guidavo io, dopo aver mangiato, e andando così piano da farmi superare da una bicicletta.

Adesso vado a cucinare, dopo aver lavorato e parlato senza voce di pannolini e ci ripenso: ah, le vacanze!

cof cof

Corso di primo soccorso.

Io col naso chiuso e mal di gola col piffero che riesco a rianimare Anna (il manichino).

A dir la verità, fra il caldo, la difficoltà a respirare e pure un pò d’impressione è già tanto che non abbiano dovuto soccorrere me.

Per favore, andate a svenire da un’altra parte.

Io intanto torno a letto, vah.

il lavoro fa bene

Il lavoro in alcuni casi fa bene, non solo per svagarsi, diciamo che ci tempra.

Io sono addetto all’emergenza, e per assurdo sono in ansia perenne.

Oddio non proprio, ne conosco di mamme molto più costrittive ed ansiose di me, ma insomma non sono neanche un ghiacciolo come Uca.

Quando Viola si è chiusa a chiave dentro la camera io d’istinto mi sono messa a saltellare chiamando Uca a gran voce.

Uca ha cercato di convincere Viola a girare la chiave, continuando tranquillamente a mangiare il gelato, finchè non ha deciso che poteva andare in ferramenta a prendere un passepartout.

E dirò, un pò mi ha dato sui nervi. Ecchecazzo, c’è tua figlia chiusa a chiave in una camera senza balcone, e tu pensi a finire il gelato?

Poi mi son detta che agitare Viola era peggio, che dovevo fingere fosse un’emergenza vera, e mi sono comportata bene.

Anche Uca è rimasto stupito del mio sangue freddo.

E se non fosse stato per la vera emergenza, quella marrone, Viola nella sua cameretta ci avrebbe giocato senza accorgersi di nulla.

Manca poco che mi compri una pocket mask per la respirazione bocca a bocca da portarmi in borsetta per ogni evenienza.

Forse sarebbe meglio partire comprando cerotti e convincendo il passero a mettersi mutande e sandali, per diventare una mamma perfettamente organizzata.

p.s. la domanda rimane:che ci facevano le chiavi nelle porte? Io non le sopporto, non le uso, ero convinta non ci fossero neanche. Adesso sono sparite, e al diavolo la privacy

Matrimonio

Non vado spesso ai matrimoni, ed è la prima volta con il passerotto dietro.

Fortuna che c’erano molte bambine con cui giocare, di loro so nome ed età e gusti, dei miei vicini di tavolo no.

Uca l’ho rincorso per poterci stare 5 minuti insieme, impegnato tra spostare una cassa e cambiare un cd. Insomma, esattamente come al nostro matrimonio, non si può dire che non sia coerente.

Viola, evidentemente impressionata da come lo sposo rispondeva al telefono alla sua amata, ogni volta che guardava lo sposo lo imitava dicendo “ciao amore!” e poi se la sghignazzava.

Ah, che gusto prendere per il culo gli innamorati a 2 anni!

auguri papà passero

Notte rosa e compleanno di babbo passero.

Credo di avere le forze per festeggiare solo uno dei 2 eventi, a voler raschiare il barile, e la scelta è obbligata.

Se non altro, ormai a 34 anni il pericolo crocifissione è scampato.

Ops, non sono 34, sono…(cortocircuito mentale).. 36!

Cacchio, a 36 anni si è quasi vecchi

senza acqua e senza testa

Dopo 1 ora che sposto scatoloni e cavi e ancora non ho finito, tutta puzzosa, il muratore arriva e si mette a ridere: mica si mette a lavorare adesso, è passato solo a vedere!

Grazie a Dio finisce il marito e chiama subito l’amico idraulico, che io cacchio di lavarmi con la brocca ne ho abbastanza.

Perdo il cellulare al parco, e me lo ritrovano. Incredibile, devo ringraziarli!

Perdo l’appoggio dei fornitori, perdo la strada da Bologna a Ravenna e ci metto 2 ore, perdo la pazienza con Viola e visto che mi sono presa il compito di andare dal pediatra e da quelli del gas direi che mi sono persa anche la possibilità di farmi bella per il matrimonio di domani, ah e mi sono persa anche la maglia nuova che domani mi devo mettere.

Come faccio a stare in piedi sorridente, senza piangere nè strapparmi i capelli, non me lo spiego. Forse ho perso la testa.