cestino dei tesori
Al corso di massaggio neonatale ci avevano accennato a questo cestino dei tesori. Io ho accennato di sì con entusiasmo e poi la cosa è un pò morta lì, ma tanto il passerotto gioca sempre con cose normali anche se non gliele metto in un cesto per cui perchè preoccuparsi?
Però vedo bambini meno curiosi e istintivi del passerotto, o solo mamme che danno stimoli diversi non so, e mi sto interrogando spesso sui giochi per i bambini adesso che si avvicina Natale. Temo un pò i regali di Natale, e quando dico che lei gradirebbe un libro e mi rispondono “ma no, solo?” mi vengono i brividi; se non è costoso non è bello??
Con i giochi veri e propri Viola ci perde pochi minuti, anche se belli in legno o teoricamente adatti a lei, mentre ad esempio non si può andare in bagno senza libro, e qui i miei geni si rivelano in tutto il loro splendore.
Sono inoltre convinta che i bimbi si abituano in fretta a quello che si propone loro. Se il papà si prepara per le prove, il passero balla contenta i system of a down, che proprio leggeri non sono. Le piace suonare il piffero, dai nonni sa dov’è e costringe tutta la famiglia a delle jam session, ma se non lo avessi avuto sottomano non mi sarebbe passato per l’anticamera del cervello di proporglielo a 1 anno e mezzo!
Perciò mi sono detta che magari parlare del cesto dei tesori andava bene in questo periodo.
Dunque, l’ha inventato una certa Elinor Goldschmied, ma c’è qualcosa del genere anche nell’educazione montessori, e per chi come me ha sempre sentito parlare del metodo montessori e non ha mai capito in che cosa consistesse suggerisco di cominciare leggendo questo post di yummymummy .
Il cestino dei tesori in pratica consiste di un cesto abbordabile anche da un bimbo sotto l’anno- è pensato per le prime esplorazioni dopo i 6 mesi quando ancora non camminano e perciò deve essere basso e raggiungibile- pieno di oggetti comuni e semplici in materiali poveri e naturali.
Gli oggetti in plastica catturano poco l’interesse del bambino: anche se vivacemente colorati non sono sufficienti per conoscere la ruvidezza del mondo, e non sono il massimo da assaggiare. E’ molto importante invece offrire al bambino una vasta scelta di esperienze sensoriali diversificate, e oggetti che possa esplorare in tutta tranquillità anche quando ancora è limitato e per esplorare non può usare le gambette ma solo mani e bocca.
Gli oggetti che andrebbero inseriti nel cesto sono divisi in 6 categorie, eccone degli esempi (grazie potatoe’s mum):
OGGETTI CHE SI TROVANO IN NATURA
Pigne
Ciottoli, non troppo piccoli
Conchiglie
Piccole zucche essiccate
Grosse penne
Noccioli grossi (di avocado, mango, albicocche..)
MANUFATTI DI MATERIALI NATURALI
Palle di lana
Centrini di stoffa
Anelli di osso
Calzascarpe in osso
Spazzolini da bagno o per unghie(*)
Spazzolini da denti(*)
Pennelli da barba(*)
(*)solo di setola naturale
OGGETTI DI LEGNO
Scatole, di varie misure
Tamburelli con telaio di legno
Fischietti
Nacchere
Mollette da bucato
“Perle” colorate infilate su una corda
Palline,Cubetti o parallelepipedi di varie misure
Rocchetti
Anelli per tende
Anelli per tovaglioli
Cucchiai e spatole
Portauova
OGGETTI METALLICI
Cucchiai, di varie misure
Frullini
Mazzi di chiavi
Piccole forme da dolci
Barattoli (con bordi smussati)
Campanelli
Coperchi di barattoli
Stagnola
OGGETTI IN GOMMA, TELA, PELLICCIA E PELLE
Borsellino in pelle
Piccolo sacchetto in pelle con chiusura lampo
Palla di stoffa colorata
Piccolo orsacchiotto
Piccola bambola di pezza
Piccoli sacchetti in feltro riempiti di fagioli secchi
Presine
Astuccio in pelle per occhiali
Palle di gomma, da tennis o da golf
Mazzo di nastri colorati
Spezzone di tubo in gomma
OGGETTI IN CARTA E CARTONE ECC.
Carta oleata
Scatoline di cartone
Cartoline illustrate con immagini conosciute
Piccoli album con pagine decorate
Poi ovvio che ognuno fa con quello che trova in casa, roba rotta che butteresti, io le dò anche le presine di gomma o i contenitori di plastica e me ne frego se non sono naturali, però vede che li uso e li vuole,anche se da piccoli le chiavi rimangono un must.
Poi crescono e i giochi se li vanno a cercare in giro.
Cassetti, telecomandi, sportelli pieni di pentole.. e allora il cestino cresce col bimbo, si aggiorna e diventa gioco euristico (che non è una parolaccia, significa più o meno “non mi insegnare tu che ci provo e imparo da solo dalla mia esperienza”).
Il concetto è lo stesso, ci sono più o meno gli stessi oggetti con cui smanettare, ma si punta di più su oggetti con i quali i bambini possano compiere azioni combinate: contenitori piccoli da inserire in quelli grandi, palline da impilare, oggetti che rotolano. Crescendo infatti non si limitano a portarli alla bocca ma si divertono di più a infilare, svuotare, lanciare, battere gli oggetti tra loro.. buttare a terra la pila di panni stirati, le matite appena riposte nell’astuccio, usare la scatola del panettone come sedia, maschera, tamburo.. la fantasia non ha limiti per fortuna!
Io, di mio, suggerisco di usare una bacinella dei panni invece del cesto, così ci possono andare dentro e trascinarla comodamente per il piacere dei vicini del piano di sotto.


