mare innevato
Uscire dal lavoro alle 18, trovare il treno in ritardo e la macchina in stazione sommersa di bianco da rimuovere, e riuscire ad arrivare a casa solo alle 21 non è proprio piacevole.
Ma visto che ormai il ritardo c’era, mi sono fermata al mare prima di riprendere la strada di casa ai 30 km/h. Mi sono sempre chiesta come fosse il confine fra la neve e il mare.
E in realtà continuo a chiedermelo, visto che alla battigia non ci sono arrivata: il mare mi faceva troppa paura.
Già il cielo era di un grigio plumbeo inquietante, con sfumature rossastre e acide, il mare sembrava aver acquistato vigore, mi sembrava di avere davanti un mare del nord, solcato da impavidi marinai lontani dalla famiglia e da Dio.
E siccome per arrivare in riva al mare dovevo costeggiare la foce del fiume, camminare quindi su una passerella tipo molo, col mare che rombava al mio fianco, non me la sono sentita.
Ogni volta che facevo un passo, arrivava un’onda cattiva che si rifrangeva pesantemente e mi spruzzava, ed io facevo un passo indietro.
Sono giunta alla conclusione che mare innevato= mare incazzato.
Quale sia il confine fra acqua solida (neve) ed acqua liquida (mare) me lo lascio come frontiera immaginaria .

