Buon anno e buon raffreddore a tutti
E’ finito il 2012, e chi se lo aspettava? senza neanche la fine del mondo, che delusione.
E’ passato Natale, mangiate limitate e dormite lunghe hanno il profumo del relax.
Pazienza se siamo tutti raffreddati e di profumo ne sentiamo poco.
Si sornecchia rumorosamente, si consumano confezioni intere di fazzoletti, ci si fa la pipì addosso a colpi di tosse, e si fa a gara a chi è più caldo e sente freddo.
Pazienza, siamo a casa e dobbiamo aspettare, sto diventando zen.
E’ arrivato il 2013 e si porta con sè un bel carico di aspettative. Non mi aspetto granchè di solito all’inizio dell’anno, temo le promesse non mantenute, ma quella che ho nella pancia è qualcosa di più di una promessa.
E quando si è incinta non si fa altro che sentirsi in equilibrio instabile, con la mente rivolta al futuro.
Perciò ho un sacco di aspettative e qualche certezza: ingrassare di una decina di kg e sperare di perderne il più possibile dopo, sperare fino all’ultimo che il parto sia facile come quello di Viola, crogiolarsi nel dubbio di dire la cosa giusta alla sorella maggiore per evitare gelosie e sicuramente un gran casino e sonno.
Che altro dire? Buon anno speranzoso a tutti
guerra
Sei una mamma ora, e una guerra è anche la tua guerra perché per quanto distante e al sicuro non puoi non pensare a cosa dev ‘essere dover proteggere tuo figlio da un razzo, dalla mancanza di tutto, dal rumore assordante e dalla paura.
Un vescovo è rimasto impressionato da una mamma profuga che gli tendeva il figlio piccolo, sperando che lo portasse con sé in Italia. Io pure, onestamente non so se sarei capace di separarmene, c’è sempre l’illusione di essere l’unica a sapersi prendere cura di lui nel modo corretto perché chi può volere ardentemente il suo bene più di sua madre? Non capisco ad esempio come fanno le badanti a lasciarsi dietro un pezzo di cuore così, per dei soldi in più. Avrai un figlio cicciotto che non ti riconosce, o che dovrà fare i conti con una grossa mancanza per il resto della vita. Dev’essere proprio una fame da paura per tralasciare l’anima del pupo, una povertà che è fuori dalla mia capacità di comprensione.
Ma quello che mi urta ancor di più è la strategia che c’è alle spalle, il fatto che una guerra sia un mezzo come un altro per chi ha il potere. Ho letto un’ipotesi interessante: se questa guerricciola fosse durata poche ore o giorni, probabilmente non si trattava di un vero inasprimento fra le parti in gioco ma di un tentativo di distrarre dalla Siria, per non so bene quale equilibrio politico. Come quando Viola non vuole mangiare l’insalata e allora le propongo le carote, purché mangi una verdura. Stessi risultati no?
Già la guerra è stupida, ma una guerra che non nasce dalle viscere ma a tavolino per distrarre i giornalisti è proprio assurda, senza senso . Quante morti inutili..
il peggio di me
Ci sono posti che tirano fuori il peggio di te. Nel mio caso l’iper è uno di quelli. Andare al super centro commerciale può sembrare un’idea rilassante, e in genere lo è anche la prima mezz’ora, poi subentra la fame, la stanchezza, i capricci e i tentativi inutili di far sembrare meno selvaggia la figlia che ho mi snervano. Finché, mentre cerchi di finire il pranzo, attacca pezza alla prima nonnina che tenta di andare in bagno va pure bene. In fin dei conti chiede solo di giocare che lei, far finta che lei era in prigione per aver tirato i capelli a una bimba e poi veniva la mamma a farla uscire con un bacio, fa sorridere. Comprensibili anche i capricci per andare sulle giostre, scoccia dover pagare ancora dopo le patatine, il gadget-cagata di turno, l’happy meal con ketchup a parte, ma quale bambino non desidera cavalcare un dinosauro? Ma quando in un negozio che sembra l’anticamera dell’inferno – cioè caldo e affollato- mentre cerchi di trovare una tuta per il marito noioso che non ha voglia di shopping (ehm sì aveva mal di testa ma è un anno che si mette vestiti macchiati/bucati perché non è mai il momento giusto per far compere) la bambina scalza e sporca si mette davanti al camerino continuando a chiedere in faccia alle persone “mamma hanno finito? devo provare i pantaloni” diciamo che cominci a sudare. Se poi una volta dentro si mette urlare come un’ossessa perché vuole uscire fuori NUDA a prendere qualcos’altro, ecco lì mi trasformo in una furia che urla e sputa fumo dal naso . Poi si lamentano che non so comunicare, ma santa pazienza essere stanchi e quindi irritabili è solo prerogativa degli altri? Io al ritorno dall’iper dormire x 2 ore, e spesso lo faccio. Considerato che oltretutto io evito le ore di punta e vedo comunque troppa gente, ogni volta sulla strada del ritorno mi dico che chi va all’iper di sabato pomeriggio è un matto !
asilo
Viola ha cominciato l’asilo, ops scusate la scuola materna come si dice ora.
Il primo giorno è stato uno choc. Per me ovviamente, lei erano mesi che aspettava il momento.
L’ho accompagnata pronta a stare lì un po’ e poi a vederla giocare serenamente e salutarla.
Illusa, la mamma DEVE rimanere tutto il tempo in ogni caso.
Si da il caso però che io avessi dormito tipo 3 ore, ero parecchio rallentata e stare 2 ore in mezzo a mamme sconosciute e vocianti mi ha parecchio indisposto.
Fortuna che Viola non è come me, io anche alle riunioni dei genitori scapperei, le supermamme preoccupate per inezie ma super-preparate da poter fare confronti fra le scuole mi spaventano e mi chiedo se entrerò mai nella giusta ottica.
Tanto per dire, credo di averci messo almeno 3 settimane per portare tutto il necessario, e dire che mi hanno dato l’elenco 2 volte, ma è piu forte di me, non ce la posso fare ad avere tutti i bavaglini perfettamente smacchiati e stirati al lunedi!
Litigo con le innumerevoli etichette da attaccare, le prime erano anche carine poi mi sono messa a disegnare io e mmh insomma.. quando mi sono decisa a tirar fuori il ferro da stiro (dopo un mese eh! e solo perche cucirle non basta a farle stare ferme, maledette etichette) mi sono accorta che non mi ricordavo più come si fa.
E in tutto questo, Viola non ci vuole piu andare all’asilo.
Prima ha proposto di fare 2 giorni di asilo e 2 a casa, poi ha cominciato a chiedere quando sarà così grande da poter uscire da sola.
Sì, si fanno tanti giochi ma io mi annoio a fare gli stessi giochi, e i bambini piu grandi non lì conosco e quella bambina non vuol essere mia amica e non voglio fare la cacca che poi mi sporco le mani a pulirmi.
A parte che santa pazienza va bene l’autonomia ma l’anno scorso quando accompagnava il nonno nell’altro asilo i bambini della sua età portavano il pannolino, adesso pretendere che si puliscano per bene da soli mi sembra esagerato. Eppoi boh, lei fa amicizia anche con i muri, ai mercatini chiacchiera con chiunque, mi fa strano vederla timorosa.
Ero convinta che non avrebbe avuto problemi, è la bambina più socievole che conosco!
La maestra dice che lei sembra peperina ma in confronto agli altri bimbi è tranquilla, è una classe di bimbi un pò aggressivi. Andiamo bene!
Ieri poi si sono dimenticati di andarla a prendere.
Colpa di Uca, ovviamente, che ha dato per scontato che andasse mia mamma e ha detto a sua mamma di non andare.
Peccato che mia mamma non sapesse niente, e quando dopo 20 minuti di attesa la maestra ha chiamato è caduta dal pero.
Pare che Viola l’abbia presa abbastanza bene, e continua a svegliarsi la mattina dicendo che non vuole andare all’asilo come prima.
Io credo ci abbiamo segretamente classificati come i peggior genitori, beh perlomeno i più disorganizzati.
Credo che ci riscatteremo solo regalando giochini e libri ai bimbi!
il concetto di vacanze
Se vi piace fare i test, nella vostra vita avrete risposto più volte a domande come: “qual è la tua vacanza ideale?
a- spiagga in riva al mare
b- sui monti con Annette
c- a spasso per una metropoli
d- sul divano davanti alla tv”
Io non sapevo mai che rispondere.
Spiaggia no, la montagna non la frequento da quand’ero ragazzina e non so se sopravviverei a una scarpinata, New York non mi ispira ma il divano no dai, bisogna andare alla scoperta di posti nuovi foss’anche nel proprio quartiere!
Quindi sceglievo a caso, in base al risultato che volevo ottenere. Perchè diciamolo, ai test si bara,magari non del tutto coscientemente ma si sceglie la risposta che sembra più giusta, non quella che lo è veramente.
Comunque adesso saprei rispondere. Il divano.
Vorrei poltrire, dormire e leggere, oziare come ai bei vecchi tempi. E andare dalla parrucchiera, tagliarmi le unghie dei piedi, cucinare peperoni marinati alle acciughe e, mentre aspetto che siano pronti, fregarmene bellamente e strafogarmi di popcorn davanti alla tv. E poi niente, non pensare non organizzare non rendere conto a nessuno.
Non è quello che ho fatto in ferie, ovviamente.
Una settimana in Germania a far divertire una Viola malatuccia e capricciosa, 2 giorni di decompressione al lago, e già ero in ritardo sulla tabella di marcia delle cose da fare.
Sono rimasta allo step 1, se non ci fosse la mamma avrei ancora tutti i panni da lavare considerato che al primo giorno ho caricato la lavatrice e i panni ci sono rimasti dentro 2 settimane!
Pare che quando si diventa una vecchia mamma questo sia il massimo che si può ottenere, niente relax solo un sospiro. Ringraziamo che ci siano ancora i soldi per un giro low cost e che ci sia un lavoro a cui tornare.
L’anno prossimo dirò che per colpa della crisi rimarrò sul divano.
Eccomi!
C’è chi fa propositi il 3 gennaio e chi il 31 agosto. Io ovviamente appartengo alla seconda categoria. Perchè rientri dalle ferie e hai ancora metà anno davanti e ti viene da pensare che non vuoi ridurti come prima,tipo a Maggio quando andavi al lavoro con poche ore di sonno addosso, insomma cerchiamo di finirlo in bellezza l’anno, baby.
I miei propositi per il (mezzo)anno (semi)nuovo sono:
- dieta. Mpf, partiamo bene, sto mangiucchiando una barretta dolcissima e mi chiedo se è rimasto del coniglio nel frigo. Però dai un sano regime alimentare mi fa stare bene, poi se si dimagrisce meglio.
- fare alcune cose con Viola, tipo collane di semi, borsette al telaio, bolle di sapone giganti. Il che significa di non occcuparsi tutti i pomeriggi liberi con appuntamenti vari, chè poi dopocena la creatività subisce un tracollo
- ritrovare il tempo per un blog, uno a caso, tipo questo toh. Sono convinta che sfogarsi fa bene, stressarsi no, e alzarmi ancora più presto per scrivere magari no. Diciamo che potrei scrivere una volta a settimana ecco, ipotizziamo il lunedì, e vediamo se veramente ce la posso fare
Il marito vorrebbe che includessi qualcosa tipo “essere più ordinata”, ma io non me la sento di mentire con me stessa. Al massimo posso aggiungere un “tu comprami dei mobili nuovi e io mi sforzo di metterci dentro qualcosa in maniera più ordinata di adesso” , che mi pare già qualcosa no?
topa
In bagno mangiando un biscotto..
Viola, basta mangiare, è ora di pranzo. Non vuoi mangiare la pappa?
No,voglio il formaggio. ah, ma allora sei un topolino! no sono una femmina, sono una topa! eh certo, se mangi il formaggio sei una topa.. e tu lo vuoi il formaggio mamma? io no grazie ma se domani lo mangi diventi una topa anche tu
Ho sempre sognato di essere una topa
Pasqua è passata e quasi non me ne sono accorta. Fino all’altroieri era carnevale, niente quaresima né veglie, neanche un tentativo di incontrare i cugini buoni..poteva essere una qualunque domenica piovosa. Tra l’altro Viola non ha neanche dato l’assalto alle uova, gliene hanno regalate un’esagerazione – tipo 6 – e avevo preventivato un sonoro mal di pancia e invece sobrietà montiana quest’anno, 1 solo uovo aperto e condiviso. Ma da dove è uscita una bimba cosi simpatica che anche i vicini le fanno regali e cosi giudiziosa??
Pasquetta però è sempre pasquetta, più informali e rilassati, uscite al sole e sorrisi. E mercatino col babbo, che se non diluvia possiamo finalmente stare insieme.
Quindi voglio ricordarmi una pasqua cosi: ballare in mezzo alla strada sulle casse col sole che ci bagna mentre le nostre facce ruotano, bolle di sapone, addormentarsi nella fascia, riconoscere a intuito possibili gasisti e confrontarsi, salutare gli amici vecchi venuti a trovarci e quelli nuovi fatti durante questi 3 giorni di mercato per correre a mangiare dai parenti scivolando lungo stradine evitafila, albana passita x festeggiare e mani profumate.
Ok, può essere una buona pasqua
esame
Io l’ho letto, giuro, più di una volta.
Però ieri l’ho riletto e mi sono accorta di non aver fatto caso a piccolezze tipo: in cosa consiste la prova scritta.
Mica un temino, no, ma la risoluzione di un problema reale e riassunto in inglese – executive summary sorry.
Panico ovviamente, ma che ci vuoi fare?
Studiare al Magazzino Parallelo, mentre in teoria sei lì per un mercatino e c’è pure uno spettacolo teatrale di sottofondo.
Pensavo di non essere più capace di concentrarmi ma forse mi sbagliavo.
e adesso andiamo all’esame, và.
sò brava
Tutti si stupiscono di quello che fai e sei brava eh.
A me sembra invece di non concludere mai niente e non essere mai abbastanza preparata.
Poi ce si si mette la sorte in mezzo, tutto insieme..
Il collega oggi è all’ultimo giorno di lavoro, e da lunedì chiederanno a me di fare cose che non so fare, ansia.
Fra poco avrei un esame, studiato 2 volte in tutto.
Ricominciano i mercatini e devo sistemare tutto in vista di.
Come se non bastasse, il dentista ha pensato bene di mettermi su l’apparecchio ai denti, mi sembra di essere tornata indietro di 20 anni e l’autostima non è alle stelle.
Però sei brava, devi esserlo, e alle 6 di mattina sono qui a cucinarmi cavolo e tempeh che magari comincio pure la dieta.
L’amico azotaro dice che sono una donna, per cui ce la farò in qualche modo a fare tutto.
Secondo lui è ammirazione e invidia, a me suona come una scusa: io uomo so che tu sei tanto più brava di me..così lascio fare a te che lo fai meglio, no?
..bella fregata.
esse
esse di catola
esse di caduto
esse di battere
esse di buccia
esse di tendere
esse di tupido
Inutile, la S ci piace solo se single
pipì
Viola ogni tanto va all’asilo. Se le chiedi se va a scuolina dice di sì, bugiarda! Ci va solo ogni tanto, quando il nonno che gestisce l’asilo deve andarci a fare dei lavori e lei si aggrega.
Sedute in bagno, le chiedo cosa ha fatto di bello all’asilo. La nonna la incita: dì cosa hai visto, cosa facevano i bimbi?
La pipì nelle mutande hihihi dice Viola ridacchiando sotto i baffi. nelle mutande per Viola significa nel pannolino. E all’ultimo anno di materna ci sta che usino il pannolino, molti non hanno ancora 3 anni..solo che lei non lo usa da 1 anno!
io sono grande, io faccio vasone, guarda mamma anche senza mani ! dice tenendosi in equilibrio con le mani in alto.
Le maestre erano stupite e orgogliose (Viola fa da mascotte), lei ancora di più.
Certo che solo 2 bambini più grandi di lei già capaci di andare in bagno da soli non mi sembra una gran media, io lo trovo un filo sconvolgente no?
abracadabra
Difficile pronunciare abracadabra!
carabaraca, specchio chi è la più bella?
La mamma!
uh tesoro di mamma :-*
gita sulla neve
Non pago della volta scorsa, Uca ci riprova: portare Viola sulla neve, a divertirsi tutta la giornata.
Non sarebbe stato neanche male, una volta rassegnata a perdere la giornata così e con un altro slittino coi freni (mamma fifona!)
Campigna è più adatto ai bambini, era pieno, e passeggiare sulla neve nel bosco sarebbe divertente senza male a una gamba. La prossima volta magari ricordarsi di non mangiare al rifugio però.
Il problema vero è la stanchezza.
I capricci di una quasi 3enne (sempre gli stessi: voglio stare qui, voglio il rossetto, non voglio la giacca, mi scappa la pipì ma non la voglio fare, vieni con me e lascia stare qualunque altra cosa facessi..) uniti alla mia stanchezza fanno scintille.
Peggio,vedere Viola che piange nel bosco perché ha freddo e vuole tornare a casa,fa stringere il cuore.
Lo sai che è palesemente stanca, che un po’ di titta in macchina e passa tutto, ma quando Uca ha proposto di tornare sulla neve sabato prossimo potete immaginare il mio sguardo
9 marzo
In questi giorni a lavoro si vedono facce nuove, perché le aule sono prestate ad altri corsi di laurea che hanno avuto problemi per il nevone.
Il che mi irrita un po’, anzichenò. Sono ormai una vecchia abitudinaria abituata a 4 gatti, e l’andirivieni di facce tese, porte aperte, puzza di sigarette-profumo-paura mi fa sembrare una bidella acida.
Però c’è anche un po’ di curiosità, almeno all’inizio, chi saranno? non hanno la faccia da facoltà scientifica. Non credo di aver mai visto a Chimica qualcuno con un vestitino di pizzo rosa come una bambola dell’800, per dire. Probabilmente sono di Beni Culturali, forse qualcuno del CEOM, entrambi i corsi hanno sede nel palazzo inagibile.
A questo punto credo che qualcun’altro sia pronto con le mani su google per cercare CEOM, come ho fatto io.
Dovrebbere essere quelli soprannominati -in amicizia- di Cooperazione; fa piacere sapere che non solo il mio corso di laurea è un emerito sconosciuto.
Mi si apre una lampadina nel cervello: allora è lo stesso corso di laurea di Rossella Urru.
E’ l’8 marzo, e io mi trovo a pensare che magari un giorno anche la bambolina dell’800 si perderà in Africa e nessuno l’andrà a cercare.
In Cina pare che gli uomini accompagnino a casa le donne, lavorino anche per loro, poi spesa e cucina.
A me non sono arrivate mimose né cioccolatini, nessuno mi ha accompagnato a casa e se non me lo diceva l’amico cinese neanche mi accorgevo dell’8 marzo.
Però c’è chi lo passa peggio questo giorno, c’è chi non si sa neanche dov’è.
E non solo Rossella Urru, ma pare ci sia nell’elenco degli italiani rapiti anche un’altra donna Maria Sandra Mariani, di cui non ho mai veramente sentito parlare.
Alcune considerazioni:
- essere italiani non paga, mai
-essere donne non è un vantaggio, a meno che non si giochi slealmente (ma anche in quei casi ti si può ritorcere contro prima o poi)
-far orgogliosamente parte della schiera degli sconosciuti, di chi opera nell’ombra, decisamente non paga. Anzi, magari si viene pure insultati da qualche politico. Ma come spiegare tutto ciò a mia figlia?
gioco stupido
Perchè promettere un gioco alla bambina così, senza necessità? non lo capisco, ma su certe cose con Uca non si discute.
Nell’edicola io cercavo di rimediare proponendo almeno lavagne educative per imparare a scrivere, pentole da poter utilizzare, e invece lei si è scelta il kit da perfetta tronista. specchio, trousse di trucchi, phon e pettine, occhiali da sole a cuore, una cineseria da vanitosa.
All’uscita agli amici chiedono a me cosa ha preso, ed io rispondo un gioco stupido.
Viola mostra orgogliosa la sua conquista e quando le chiedono bello, che cos’è? lei contenta risponde: un gioco stupido.
Il tempo di aprirlo e arriva la delusione. il phon non funziona, i trucchi non ci sono, gli occhiali da sole hanno lenti che non fanno vedere nulla e per fortuna escono subito. Lei piange e fa l’offesa.
Vabbè, almeno avrà capito cosa significa gioco stupido.
attesa
Ci sono giorni in cui rischi di sentirti inutile, e allora ti dai da fare.
Ieri ho cominciato le pulizie di Pasqua al lavoro ( e avevo scritto pasqua al Lavoro, se qualcuno dà ancora importanza alle maiuscole è un bel lapsus)
Perciò quando ho visto che il treno delle 18.30 su cui non vedevo l’ora di sedermi era stato cancellato mi è uscito un NOOO dalla bocca che ha fatto girare tutti i poliziotti presenti.
La tempertura è mite e decido di stendermi su una panchina del parco a mò di barbone. In realtà sono così stanca che non ho neanche la forza di mettermi sdraiata, resto seduta e rimango lì a guardare fisso una sigarette che si spegne.
Ma tu guarda che bella una sigaretta. Vedi che brucia dentro, come una torcia nascosta in una caverna, e trema ma non di paura, trema di più dove la luce è più forte . A seconda del vento brucia prima da una parte che dall’altra, e la carta quando brucia forma un bordo nero che però prima si illumina con una striscia rossa, luce che scorre lungo i bordi frastagliati.
Oh, ma 5 minuti ferma a guardare sta lucina nel parco abbandonato anche dagli spacciatori sono tanti.
Controllo la posta su internet e mi stendo finchè le nocche non cominciano a gelare.
Mi sposto al Mc Donald, ordino un po’ di crocchette e me ne sto al caldo, a gustarmi la crosticina calda e brulicante di olio che pare mi scricchi l’occhio.
In sostanza: mi sono svegliata alle 5.30, partita da casa alle 7.30, rientrata alle 21.
Stanca? Certo, ma non più di un giovedì qualsiasi.
Perché in fondo quello che stressa è essere in 2 posti contemporaneamente. Che non è possibile col corpo, ma con la mente sì, e pensare più cose insieme è normale.
Così sembra di non essere mai veramente presente, ti parlano e intanto guardi che la bimba non si faccia male, lavori e pensi alle cose da sistemare a casa, telefoni e scrivi al computer insieme.
Alla fine ti trasformi in un cumulo di cose da fare, in sequenza o contemporaneamente.
Ieri invece ero lì, e non facevo altro che guardare quella sigaretta accesa ero lì e basta. Presente. Che parola…di solito la associ all’appello a scuola, una formalità inutile. Invece può significare anche essere viva e captare che il mondo intorno esiste.
pre-pre-pre-adolescenza
Dicono che i 2 anni siano i terrible two, l’età dei no è una pre-pre-adolescenza.
Noi ci staremmo avvicinando ai 3, ma non conta.
Ogni partenza è un parto, e siamo costretti ogni volta a far finta di partire senza di lei.
Quando siamo già nel letto pronte per la nanna lei si alza e se ne va ad accendersi i cartoni.
Adesso si è intrippata con la vicina e vorrebbe mangiare su da lei.
Tutti sti capriccetti da nulla per una miriade di cose sono snervanti, se sono stanca ruggisco e sbuffo.
Ma non si tratta solo di sopportare in qualche modo: bisogna reagire, imporsi, o decide tutto lei.
Non mi è mai piaciuto giocare a braccio di ferro, uffi
il carnevale del nevone
Già il carnevale mi coglie sempre un pò impreparata, con la neve quest’anno non ci pensavo proprio.
Eppure Viola ha il suo costumino da ape, regalo della nonna, ed è un amore.
Allora si cerca di sfruttare la cosa e partecipare a feste su feste, perchè martedì grasso è passato ma in realtà il carnevale è appena cominciato.
Pullulano le feste rinviate ufficialmente per neve, fa freddo, facciamo domenica prossima. Perchè il carnevale è un business anche quello.
Solo io rimango perplessa, pensando che si è in quaresima ormai, cos’è che è? Non sono particolarmente religiosa, vivo come al solito anche se è quaresima,eppure la fine del carnevale col martedì grasso è uno dei punti fermi della mia infanzia.
Mi è sempre piaciuto festeggiare alla grande fino al martedì grasso e poi basta perchè col rito delle ceneri in testa (che più mi si confà tra l’altro) si girava pagina e il carnevale acquisiva ancora più importanza, un momento di trasgressione che non si può ripetere, bisognava approfittarne quando c’era.
Un pò come fregare il fritto appena tolto dalla pentola, prima di mangiare: sai che non dovresti, ti rovini l’appetito, ne rimane poco per dopo, e a me ancora piace di più fare così, mangiarlo a tavola normalmente non mi dà lo stesso gusto.
Deve essere l’ennesima dmostrazione che sono un alieno, perchè nessuno si pone dei problemi a girare dietro carri sbilenchi questa settimana ancora e la prossima, chissà arriveremo quasi a Pasqua.
D’altronde, come dire di no a una piccola che si diverte il mondo?
neve 6 – la neve in montagna
Quando Uca e il suo amico discutevano di andare a cercare la neve pensavo che scherzassero. invece erano seri e convinti di partire entro le 8 di sabato mattina. Io ho provato a far notare che era impossibile, che non avevo nessuna intenzione di svegliare Viola all’alba, ma pare che io sia un’asociale rompiballe.
ah, premessa: venerdì io ero a Bologna tutto il giorno, fra cancellazioni e ritadi sono arrivata alle 20.30, e sono andata direttamente da UCa che suonava fuori per la prima volta con il suo gruppo..si può immaginare che euforia..e che cottura, eravamo prevedibilmene stanchi morti.
Così quando alle 7.20 è suonato il campanello, io nel letto ho pensato che fosse il vicino che voleva rompere per le scale sporche, ma non gli bastano gli sms delle 6 di mattina?
Invece era l’amico, arzillo, convinto di essere in procinto di partire. ahahaha.
Siamo usciti di casa alle 9 passate, poi metano, poi ritira l’amica, e con un niente -appena 2 ore di ritardo- abbiamo volato verso la Carpegna, volato piano a bassa quota per evitare riversamenti di stomaco.
Io odio la neve, quella neve lì striata sulla pista accecante. Tutto bianco senza confini, sembra un oceano ghiacciato..dio che ansia. schivare gli snowbord, evitare di affondare, non fa per me. sullo slittino ci sono salita per non farmi pregare, e dopo 100 m ho detto grazie ciao vado in rifugio a studiare, amore dai un bacino alla mamma. SOno fatta per stare con i piedi per terra, delle pareti attorno, china a leggere o scrivere al computer, che ci posso fare? Pensavo che 4 adulti così vogliosi di neve fossero in grado di far divertire Viola anche senza di me, io mi limitavo a controllare che non fosse bagnata e infreddolita.
Invece io sono stata cacciata dal rifugio e mi sono messa in macchina, combinando poco. Uca si è trovato da solo a tener testa a una Viola che voleva andare più in alto e da sola. Gli amici dopo 1 ora erano stufi marci della neve, senti ma tu non hai fame?
E’ finita a tagliatelle ai porcini in un ristorante vuoto, ovvero nel migliore dei modi.

